10 consigli per il caos addominale
Nessuno di noi ha il perfetto equilibrio dentro nella pancia. Servono dei consigli appropriati per ritrovare la nostra armonia con l'intestino.


Chi crede di essere sano come un pesce alzi la mano !!
Ovviamente nessuno può alzarla, perché qualche patologia o disfunzione ci attanaglia giorno dopo giorno. E chi ce ne rimette é sempre lui, l'intestino.
Avere un dolore addominale o della via gastro-intestinale significa aver "intossicata" una o più zone della nostra pancia. (1°)
Da studi ormai centenari a riguardo si notano tante patologie disfunzionali, che sono :
• epatiti e ascessi epatici
• reflusso gastro esofageo e iper acidità gastrica
• ernie e perforazioni gastriche (ulcere gastriche)
• ketoacidosi diabetica e pancreatite
• calcoli alla via biliare e colecistite
• costipazione e ostruzione da aderenza
• diverticolite e ulcere coliche
• colite ulcerosa e appendicite
• morbo di Crohn
• gastroenterite e ernia sigmoidale o rettale (2°)
COSA POSSIAMO CERCARE DI EVITARE ?
Ricordiamoci il principio base per cui la via digerente é piena di batteri buoni....ovvero utili a sistemare tutte le possibili patologie derivate dal mondo esterno.
Infatti per essere sani dentro dobbiamo difenderci innalzando “barriere” con solide fondamenta, al fine di facilitare :
- il transito degli alimenti e la loro assimilazione
- lo scambio di gas e liquidi per almeno 10 volte al minuto
- le reazioni involontarie ma automatiche del nostro organismo per farci vivere
- il transito e l'eliminazione delle tossine o dei prodotti catabolici.
10 CONSIGLI PER RIAVVIARE IL SISTEMA DIGERENTE
Ti espongo alcune considerazioni che secondo me aiutano tantissimo nel riequilibrare il sistema digerente :
1. quando tratti un punto intestinale costipato o dolente, ricordati di controllare anche l'esatto opposto su tutti gli assi di mobilità intestinale, così da escludere la patologia in altre strutture
2. l'orifizio finale é l'esatta copia funzionale dell'orifizio iniziale del tratto intestinale, quindi il retto anale é similare alla cavità buccale.
3. ogni segmento intestinale durante la digestione e la formazione fecale si attiva, solo che alcuni tratti verranno chiusi da valvole, mentre altri verranno aperti
4. il sincronismo delle valvole é fondamentale per entrata o blocco di alcune sostanze nocive alla flora intestinale (forma virale o batteriologica che sia), quindi con regolarità si aiutano queste aperture/chiusure sincronizzate con un ritmo di alimentazione corretto
5. la mobilità e la motilità del tubo intestinale può variare per molteplici fattori, quindi più il pasto diventerà liquido é meno coinvolgimento avrà il tratto costipato
6. le pareti interne sono di riflesso la fotocopia delle pareti esterne intestinali, quindi se con una gastroscopia otteniamo informazioni su Morbo di Crohn o diverticoliti allora sospettiamo anche altre patologie esterne
7. tutti abbiamo una flora intestinale distinta e diversa dal resto delle persone, quindi la cura deve essere personale e non generica se vogliamo curarci
8. il cibo ingerito accelera o diminuisce la motilità intestinale (i movimenti dell’intestino stesso), quindi più pesante sarà il pasto e più pesante sarà la motilità
9. il fabbisogno dell’acqua non essendo rispettato nella maggior parte delle persone fa incrementare la temperatura, quindi ricordati di bere in modo adeguato in base a quanto mangi o alla sensazione di sete
10. il lavoro fisico interferisce sulla versatilità del cibo nei vari segmenti digerenti; attenzione quindi agli sforzi fisici che il tuo corpo subisce, perché se eccedi, il tuo intestino non può far altro che peggiorare la propria peristalsi. (3°)
COME AIUTARE MANUALMENTE TALI DISFUNZIONI
In merito a questo riferimento il trattamento manuale aiuta notevolmente lo svuotamento intestinale.
Cerco innanzitutto di lavorare a numeri alterni, partendo dai numeri pari per poi trattare i dispari sempre in ordine decrescente.
Gli stimoli meccanici a tale svuotamento si basano su pressioni di circa 20” (punti specifici chiamati punti Chapman intestinali) alternati da movimenti distensivi di tutto il settore considerato (circa il doppio del tempo rispetto al primo trattamento).
Se il trattamento non parte da una analisi tessutale corretta, l’intestino non fornisce delle risposte altrettanto importanti. Ricordiamoci inoltre che l’intestino non riveste la totalità dell’addome, ma solo l’80% della massa.
Questa considerazione é relativa al fatto che il rimanente 20% (organi, muscoli, tessuti vascolari e tessuti connettivi) hanno solo un ruolo in questa situazione, ovvero aiutano ad esaltare verso l’esterno quello che avviene verso l’interno.
Il terapista quindi avrà una situazione doppia da considerare; una positiva in quanto la zona “dura” (meno malleabile) sarà la zona con maggiore intasamento, e una negativa (sotto l’aspetto dei disturbi) con sintomi degli organi correlati che alimentano ulteriori segnali sparsi per l’addome. (4°)
Un buon trattamento addominale, utilizzando queste due semplici regole e una preparazione eccellente del terapista, può aiutare notevolmente a combattere la caotica vita del nostro secondo cervello.