Diabete tipo 1 e sport
Secondo voi si può fare sport se viene diagnosticato il diabete di tipo 1? Dalle nuove ricerche il quesito ha risposta positiva, ma bisogna conoscere alcune cose.


Il Diabete di Tipo I è una malattia autoimmune infiammatoria cronica, caratterizzata dalla distruzione delle cellule beta del pancreas, che sono deputate alla produzione di insulina, con conseguente dipendenza permanente dall’insulina esogena. Chi ne soffre vive una sfida quotidiana: controllare i livelli di glicemia nel sangue, facendo lo slalom tra il rischio di ipo e iperglicemia [1].
È stato calcolato che l’80% dei soggetti affetti da Diabete di Tipo I negli Stati Uniti non raggiunge gli obbiettivi glicemici [1], ed è probabile che anche l’Italia non si discosti molto da questi numeri. È dunque necessario un cambiamento dello stile di vita, a partire dall’incremento di attività sportiva. L’attività fisica infatti offre numerosi benefici per la salute, tra cui un miglior controllo della glicemia, un miglioramento del profilo lipidico (colesterolo, trigliceridi), della salute del cuore e del benessere psicologico [2]. Tuttavia, nonostante i numerosi e risaputi benefici, ci sono degli ostacoli che il diabetico fa fatica ad abbattere, dovuti soprattutto ad una mancata informazione. Domande quali: “Come faccio ad evitare il rischio di ipoglicemia dopo lo sport?” “Che tipo di sport è meglio praticare?” e tante altre sono all’ordine del giorno.
Qui di seguito proverò a fornirvi delle linee guida che vi permettano di affrontare l’attività sportiva in tutta serenità, godendo dei suoi benefici e minimizzando i rischi.
La prima cosa che dobbiamo chiarire è che i fattori che influenzano la risposta glicemica di un individuo sono moltissimi, e riguardano sia l’esercizio fisico (es. durata, intensità, tipo di attività) che i fattori specifici di ogni persona (es. grado di allenamento, ansia e stress). [3] Oggi grazie alle nuove tecnologie, tra cui il monitoraggio continuo del glucosio (CGM), i ricercatori hanno potuto ampliare la conoscenza degli effetti dell’esercizio fisico sulla risposta glicemica anche sul lungo termine, quindi diverse ore dopo la fine dell’esercizio e durante il riposo notturno, fornendoci una serie di dati molto utili per la sicurezza del paziente.
Esercizio aerobico
La maggior parte delle ricerche in quest’ambito si sono concentrate su questo tipo di esercizio fisico, che consiste nel prolungato, ritmico e ripetitivo uso di gruppi muscolari (es. camminata, corsa, nuoto, ciclismo..) e che comporta ben noti benefici sul sistema cardiovascolare e respiratorio.
Diversi studi hanno rilevato che dopo una sessione di esercizio aerobico la glicemia può aumentare e rimanere alta per diverse ore dopo l’esercizio, salvo poi diminuire dopo alcune ore. Uno studio [4] ha riferito che un esercizio aerobico moderato della durata di circa 30 minuti ha portato all’aumento di glucosio nel sangue fino a 2 ore dopo, con diminuzione dei livelli di glucosio 4 ore dopo la fine dell’esercizio, con rischio di ipoglicemia. Questo esempio ci fa capire come praticare attività aerobica nel pomeriggio possa in alcuni casi portare ad un rischio di ipoglicemia durante la notte, situazione che può essere pericolosa se non si interviene immediatamente. Come evitare questo rischio? Consumando un pasto a base di carboidrati dopo l’esercizio fisico per reintegrare le riserve di glicogeno, e se serve consumare uno spuntino prima di andare a dormire (night snack), che contenga carboidrati, proteine e grassi [2], in modo da modulare l’assorbimento degli zuccheri e rendere stabile la glicemia durante la notte.
Esercizio intermittente ad alta intensità
Si tratta di una variante dell’esercizio aerobico che comporta un esercizio continuo di breve durata e alta intensità (es. corsa con cambi di ritmo, spinning, circuit training). Gli studi effettuati fin ora [4] [5] hanno dato risultati contrastanti (alcuni dimostrano una diminuzione del rischio di ipoglicemia, alcuni un aumento), lasciandoci con un’unica certezza: essendo un allenamento la cui intensità varia e dunque anche la risposta glicemica del soggetto può variare notevolmente, è compito di ogni paziente monitorare attentamente la propria situazione, per regolare di conseguenza il dosaggio dell’insulina e l’assunzione di carboidrati prima, dopo e durante l’attività fisica.
Esercizio di forza
Questo tipo di esercizio ha lo scopo di aumentare la forza e la potenza del muscolo (es. allenamento con i pesi in palestra). Studi scientifici [6][7] hanno rilevato che, come per l’esercizio aerobico, è frequente l’ipoglicemia dopo 4-5 ore dalla fine dell’esercizio; tuttavia, anche se la frequenza dell’ipoglicemia è addirittura maggiore, si tratta di un’ipoglicemia di più lieve entità rispetto a quella causata dall’esercizio aerobico.
Dunque, quando e cosa mangiare prima, dopo e durante l’attività fisica?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima chiarire il concetto di Indice Glicemico (IG). L’Indice Glicemico è un parametro che valuta la velocità con cui un determinato alimento innalza la glicemia; per farvi un esempio, lo zucchero da tavola è un alimento ad alto indice glicemico perché se assunto da solo innalza molto velocemente il valore del glucosio nel sangue, mentre alimenti quali pasta (ancor più se cotta al dente), frutta o pane integrale hanno un indice glicemico basso, poiché il glucosio entra in circolo molto più lentamente.
Un pasto o uno spuntino contenente carboidrati a basso IG da 1 a 4 ore prima dell'esercizio può aumentare i depositi di glicogeno epatico e fornire un rilascio prolungato di carboidrati durante l'esercizio fisico [8]. Al contrario, è consigliato consumare carboidrati ad alto IG immediatamente prima e durante un esercizio prolungato [9]. Gli snack ad alto IG sono raccomandati anche nel recupero (1–2 ore dopo l'esercizio) per ricostituire i depositi di glicogeno [10] ed evitare l'ipoglicemia in questo periodo caratterizzato da maggiore sensibilità insulinica. Inoltre come già ricordato, consumare uno spuntino prima di coricarsi contenente carboidrati, grassi e proteine può contribuire a ridurre il rischio di ipoglicemia nella notte successiva all'esercizio fisico.
Abbiamo visto dunque come semplici accorgimenti ci possono aiutare a controllare la risposta glicemica e permettere di raggiungere risultati soddisfacenti facendo sport anche se si è affetti da Diabete di Tipo I; tuttavia le variabili sono talmente tante che il mio consiglio è quello di rivolgervi sempre ad un professionista, che sappia valutare insieme a voi la strategia giusta in base al vostro stato fisio-patologico e ai vostri obbiettivi.